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NEWSLETTER N° 29/2016

IO NON VOGLIO FALLIRE

Terziario Donna Gorizia ospita l’imprenditrice Serenella Antoniazzi. Per raccontare la sua storia di paura e coraggio.
Lunedì 13 giugno alle ore 18.00, presso la sede di Confcommercio Gorizia via Locchi 14/1 (accesso dal parcheggio interno del Conad) dialogherà con l’autrice Cristina Bonadei.
I morsi della crisi globale hanno colpito è continuano a colpire famiglie ed aziende, obbligandoci a fare i conti con nuovi riferimenti socio economici a cui spesso è difficile adattarsi.
“Io non voglio fallire” è il titolo del libro scritto dall’imprenditrice Serenella Antoniazzi che verrà presentato, in esclusiva per la provincia di Gorizia, lunedì 13 Giugno nella Sala conferenze di Confcommercio Gorizia alle ore 18.00. Dialogherà con l’autrice Cristina Bonadei. L’evento é organizzato da Terziario Donna Confcommercio Gorizia:
“Il libro”, spiega la Presidente di Terziario Donna Claudia Mion, “è una raccolta di temi che meritano approfondimento, risonanza e risposte. La testimonianza di Serenella, contribuisce concretamente a dare a tutti gli imprenditori in difficoltà, informazione, sostegno, speranza e il coraggio di andare avanti e di rialzarsi.”
Per informazioni: Tel. 0481 58281

La Storia

Per Serenella il lavoro è tutto. Già da bambina gioca tra le mura del capannone costruito da suo padre, mattone su mattone; a sedici anni comincia a lavorare nell’azienda di famiglia, archiviando le aspirazioni personali; maggiorenne si ritrova con cinquanta milioni delle vecchie lire in cambiali, proprietaria a metà della ditta. L’impresa – una piccola azienda che si occupa della levigatura del legno – cresce progressivamente.
Nel 2008 si avvertono i primi sentori della crisi, ma la ditta resiste: attinge ai risparmi, mantiene i posti di lavoro. Nel 2011 importanti commesse da parte di un grosso committente portano nuova linfa e fanno girare la produzione. Nel 2012 l’amara sorpresa: un’enorme mole di lavoro, già fatto e consegnato, non viene pagata. Si innesca un meccanismo perverso di insoluti, posticipi, acrobazie bancarie. Dopo qualche mese Serenella, disperata, scrive a un quotidiano locale: cerca aiuto, l’appoggio di qualcuno, di enti, istituzioni, associazioni. La sua lettera è ripresa da la Repubblica e colpisce l’attenzione di un imprenditore che aveva appena vissuto un’esperienza analoga. Questi chiama Serenella, la conforta. Sarà lui a impedirle un gesto estremo quando lei scoprirà di essere creditrice di un’azienda improvvisamente fallita, che non la pagherà mai più. Serenella non si arrende, riconsidera la sua vita, si stringe attorno ai familiari e ai dipendenti e trova il coraggio di lottare.
Coinvolge altri fornitori nelle sue stesse condizioni in un’azione giudiziaria collettiva il cui esito è ancora tutto da scrivere. Piano piano ripaga i debiti, lavorando senza sosta, con la ferma intenzione di non voler fallire.