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NEWSLETTER N° 6/2015

L’ASCOM IN CONSIGLIO COMUNALE PER CAMBIARE LA CITTÀ E SALVARE IL COMMERCIO

Cari soci, come avrete appreso, l’Ascom ha iniziato una operazione di pressing sulla Amministrazione cittadina e sulla intera classe politica monfalconese perché si svegli e si dia una mossa davanti al degrado in cui la città è piombata certo non per colpa nostra.
La crisi delle nostre attività dipende in gran parte dalla mancanza di clientela. Se la gente non frequenta più Monfalcone perché è sporca, insicura, in mano agli extracomunitari, scura, senza motivi per frequentarla, noi non possiamo che accusare il colpo e ribellarci.
Mi sembra perciò che sia arrivato il momento della tolleranza zero: questa città deve cambiare, nell’interesse di tutti perché non possiamo continuare a chiudere i nostri negozi e tirare la cinghia come nuovi poveri.
Come presidente di questa associazione ho chiesto al Comune ed al Consiglio Comunale di prendersi la responsabilità di cambiare modo di gestire la città, di fare fronte comune per elaborare progetti di rinascita.
Abbiamo portato proposte concrete, progetti di esperti del settore, che riguardano viabilità, decoro urbano, piste ciclabili, interventi sulla fruizione degli spazi pubblici e sui negozi “ esotici” e via dicendo.
Abbiamo con forza richiesto percorsi condivisi per la promozione della città, una progettualità non occasionale e casuale, ma un vero sistema di valorizzazione di Monfalcone come capoluogo di un Mandamento pieno di attrattive storiche, ambientali , agricole. Noi le nostre battaglie le stiamo da tempo combattendo e così mi sono espresso nel Consiglio Comunale di venerdì 30 gennaio dedicato al Commercio,ricordando che di promesse e buone intenzioni non si campa,ora servono fatti concreti e volontà certa.
E la prima cosa che mi meraviglia è come chi è eletto sia di destra, di centro o di sinistra, non riesca a intendere che il commercio è una unica grande azienda, un unico organismo a cui concorrono singolo imprese, ma che fa sistema, che dà lavoro, che paga le tasse, che serve la comunità.
E’ questo, a mio avviso, il grosso errore che da tempo la classe politica continua a compiere, cioè quello di non prendere atto che tutti i nostri negozi sono parte di un unico grande tessuto che non è fatto di ditte in appalto, ma di imprenditori seri, radicati in questa città e che in questa città hanno voluto credere per investire a loro rischio, pensando o sperando che chi governa potesse ricambiarli. .Abbiamo chiesto anche l’appoggio ad un piano di marketing del territorio che abbiamo presentato in CCIAA e che da essa verrà sostenuto ,da estendere a tutto il mandamento ed alla provincia , partendo da Monfalcone, e che ,sotto la guida di un professionista ,riuscirà ad invertire l’immagine e l’attrattività di tutto il territorio.
Non vi nascondo, però, cari soci che ho dei timori. L’uscita sul giornale locale, qualche giorno fa, dell’assessore Greco mi pare dimostri come forse non ci siamo capiti o forse non si voglia capire. L’articolo del vicesindaco voleva dimostrare che quello che diciamo noi è non vero, che solo ci lagniamo, che la città non è male, il commercio sta bene e non c’è delinquenza. Per l’amministratore è un “ va tutto ben , madama la marchesa “ che mostra la incapacità di vedere la realtà. Certo che i commercianti vorrebbero per primi che si parlasse bene di Monfalcone, ma se questo non succede, la gente si lamenta, da fuori non vengono più, le strade sono di sera vuote, come facciamo a dire. parliamone bene. “ Il re è nudo “, ovvero la verità è questa. Se non la si accetta non la si può cambiare. E’ questo il timore, che minimizzino, lasciando cadere poi l’argomento.
E da quell’articolo vi sottolineo anche l’arroganza dell’Amministratore e del politico che avverte che  chiamerà i commercianti per condividere “il programma che stiamo predisponendo”. Voi chi? Funzionari comunali e assessori che non è il vostro mestiere e i risultati si vedono ogni anno? Voi che siete autoreferenziali e ci presentate sempre le vostre proposte senza consultarci prima. A proposito, per la Grande Guerra  son tutte qua le iniziative: conferenze, corali e simulatore di volo? Tanto da presentarle a Strasburgo? Vorrei invece sapere quali strategie di marketing sono state studiate per celebrare i 100 anni di una Guerra che ha portato Monfalcone in prima linea con tanto di medaglia al valore militare. Su questo Carso sono morti eroi che sono su tutti i libri di scuola. Che promozione è stata predisposta con tour operator per quello che si chiama turismo di guerra, quale pubblicazioni sono state fatte, che gadget preparati, quante migliaia di persone ci aspettiamo che vengano a Monfalcone per visitare i nostri percorsi  di guerra e conoscere il resto del mandamento che coinvolto nelle battaglie di allora è ora  importante meta anche di un turismo ambientale e gastronomico? Ma avremo la festa della birra e quella dei fiori! Monfalcone come Monaco e Sanremo.
Ci vuole un bel coraggio a spacciare patacche per oro.
Abbiamo aperto, cari soci, un fronte di duro confronto con l’obiettivo della nostra sopravvivenza e di quella stessa della città che ci ha dato da vivere. La gente è con noi. Teniamo duro e stiamo uniti.