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NEWSLETTER N° 60/2021

“GREEN PASS”: DETTAGLI OPERATIVI
-CARTELLI DI CORTESIA
-TURISTI STRANIERI
-GREEN PASS PER I LAVORATORI

3 AGOSTO 2021

A seguito della recente approvazione del c.d. decreto “green-pass” (vd. precedente comunicazione ) si ricorda che dal 6 AGOSTO l’accesso ai seguenti servizi e attività:a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, per il consumo al tavolo, al chiuso;
b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, … ;
c) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, …;
d) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
e) sagre e fiere, convegni e congressi;
f) centri termali, parchi tematici e di divertimento;
g) centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
h) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
i) concorsi pubblici.

sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19.

Le disposizioni non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale (es: ragazzi di età inferiore ai 12 anni), ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute nonché ai titolari, collaboratori e dipendenti delle citate attività !

I titolari o i gestori dei servizi e delle attività prima indicate  sono però tenuti a verificare che l’accesso ai predetti servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In particolare le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate attraverso l’APP  > VerificaC19 <

per sistema operativo IOS (Apple):
https://apps.apple.com/app/verificac19/id1565800117

per sistema operativo ANDROID (Samsung, Huawei, ecc.)
https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ministerodellasalute.verificaC19

Qualora il titolare dell’attività deleghi tale funzione a uno o più dipendenti, collaboratori
E’ RICHIESTO UN ATTO FORMALE !
(bozza in allegato)
Il processo di verifica delle Certificazioni verdi COVID-19 prevede infatti l’utilizzo della APP di verifica nazionale VerificaC19, installata su un dispositivo mobile. Tale applicazione consente di verificare l’autenticità e la validità delle certificazioni senza la necessità di avere una connessione internet (offline) e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore.La verifica prevede che:

1.       La Certificazione sia  richiesta dal verificatore all’interessato che mostra il relativo QR                   Code (in formato digitale oppure cartaceo).

2.       L’APP VerificaC19 legge il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo del             sigillo elettronico qualificato.

3.       L’APP VerificaC19 applica le regole per verificare che la Certificazione sia valida.

4.      L’APP VerificaC19 mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità della                                Certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa.

L’interessato, su richiesta del verificatore, esibisce un proprio documento di identità in corso di validità ai fini della verifica di corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’APP.

Per agevolare tale nuova incombenza si inviano (in allegato) alcuni cartelli di cortesia per ricordare quanto previsto alla clientela –la loro esposizione non è obbligatoria-.E’ stata prevista anche una versione in lingua inglese ad uso dei turisti.
A tale proposito si evidenzia che l’obbligo vale anche per i turisti UE e che l’Ordinanza del Ministero della Salute del 29.07.2021 (in vigore sino al prossimo 30 agosto) introduce alcune novità sull’utilizzo del c.d. green pass per gli stranieri extraeuropei.
Con riferimento a questi ultimi –IN ESTREMA SINTESI-

– le certificazioni rilasciate dalle competenti autorità della Repubblica di San Marino e dello Stato della Città del Vaticano, a seguito di una vaccinazione validata dall’EMA (Agenzia europea per i medicinali) e di avvenuta guarigione, sono considerate equivalenti a quelle italiane,
– le certificazioni rilasciate dalle autorità sanitarie del Canada, Giappone, Israele, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori non appartenenti al continente europeo) e Stati Uniti d’Americasono riconosciute come equivalenti a quelle rilasciate dallo Stato italiano.

In altri termini, a titolo esemplificativo, un cittadino degli Stati sopra indicati, mostrando una delle
richiamate certificazioni (anche in formato cartaceo) rilasciata dal proprio Stato d’appartenenza, potrà accedere ai tavoli al chiuso di un esercizio di ristorazione sul territorio italiano.

Si ricorda anche che il cosiddetto green-pass NON E’ NECESSARIO per accedere a:- alberghi (pernottamento);
– negozi;
– centri commerciali;
– parrucchieri, estetisti e barbieri;
– lidi e stabilimenti balneari;
– fabbriche;
– uffici pubblici e privati;
– tutti i mezzi di trasporto;
– consumazioni effettuate al banco;
– consumazioni effettuate all’aperto;
– chiese e luoghi di culto

Le sanzioni che potranno essere irrogate in caso di accesso senza certificazione (dove richiesta) possono arrivare a mille euro tanto al cliente quanto all’imprenditore e –in caso di recidiva- l’esercizio rischia la chiusura da 1 a 10 giorni.

LAVORATORI DIPENDENTI E GREEN PASS
Il dibattito in atto, a seguito della decisione del Governo di subordinare l’accesso a determinate attività o servizi al possesso del Green Pass, assume poi una rilevanza particolare laddove ci si interroghi se tale immunizzazione debba essere richiesta quale condizione necessaria per accedere ai luoghi di lavoro da parte del personale dipendente.Allo stato attuale non esiste alcun obbligo da parte del datore di lavoro di richiedere il Green pass ai propri collaboratori pe svolgere la propria attività lavorativa.

Sul tema sono sorte interpretazioni diverse e a volte contrastanti, anche da parte di importanti giuslavoristi, circa la possibilità o meno da parte del datore di lavoro, sulla base della legislazione vigente, di dover imporre l’obbligo di vaccinazione e/o l’obbligo di tampone ai dipendenti per lo svolgimento della prestazione lavorativa.
Occorre altresì ricordare che al momento il datore di lavoro non può acquisire, neppure con il consenso del dipendente o tramite il medico compente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali. Pertanto, in assenza di una specifica valutazione del medico competente, il datore di lavoro in via generale non può sanzionare il lavoratore in caso di mancata vaccinazione.

Sul punto sono attesi importanti chiarimenti se non anche provvedimenti di legge che dovranno tener conto di importanti aspetti e conseguenze !

Con riserva di ulteriori informazioni se disponibili.

Allegati:

CARTELLO VERSIONE INGLESE ALTRI LOCALI

CARTELLO VERSIONE INGLESE RISTORANTI

CARTELLO VERSIONE ITALIANA

DELEGA VERIFICA CERIFICAZIONI