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NEWSLETTER N° 37/2021

PUBBLICATO IN G.U. IL “DECRETO RIAPERTURE”, IL FVG TORNA IN ZONA GIALLA: COSA CAMBIA DA LUNEDÌ 26 APRILE?

23 APRILE 2021

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96/2021, il D.L. 22 aprile 2021, n. 52 (allegato), in vigore a partire da oggi, venerdì 23 aprile, recante “misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid -19”. Con tale atto normativo il Governo dispone, la prosecuzione fino al 31 luglio 2021 delle disposizioni contenute nel DPCM dello scorso 2 marzo, con eccezione di alcuni specifici profili.
Con tale ultimo decreto vengono ristabilite a partire dal 26 aprile 2021 le “zone gialle” e le “zone bianche“.
L’ordinanza odierna del Ministro della Salute pone il Friuli Venezia Giulia in zona gialla a partire dal prossimo 26 aprile; al fine di consentire quanta più chiarezza possibile, di seguito vengono riassunti i profili di maggior interesse della normativa risultante dal combinato disposto del DPCM 2 marzo 2021 e del decreto legge n° 52.

MISURE DI CONTENIMENTO DEL CONTAGIO APPLICABILI IN ZONA GIALLA

Come anticipato, il decreto legge a partire da lunedì 26 aprile p.v. ripristina in parte la disciplina prevista dal DPCM del 2 marzo u.s. relativa alla zona gialla:
Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande
A partire dal 26 aprile 2021 (ex art. 27 del DPCM e art. 4 del D.L. n. 52/2021):
1. in zona gialla, sono consentite le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie ecc), svolte da qualsiasi esercizio, con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, anche a cena, nel rispetto dei limiti orari previsti per gli spostamenti (allo stato fino alle ore 22.00).
Con riferimento alla previsione del consumo esclusivamente all’aperto, sembra ragionevole ritenere consentito anche il servizio all’interno di verande esterne o dehors con strutture/coperture complesse, a condizione che vengano mantenute “aperte” una o più delle pareti perimetrali. Sembra esser dello stesso avviso il Ministro del Turismo, On. Massimo Garavaglia, che, in risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-05800 dello scorso 20 aprile, ha equiparato le cc. dd. “Sun Rooms” (consistenti in parti di edifici dotati di serramenti completamente apribili in altezza, su uno o più lati) agli “spazi aperti”, riservandosi, tuttavia, di presentare la questione in sede di Consiglio dei ministri, la Federazione darà tempestivo aggiornamento in ordine a eventuali sviluppi sul tema.
Dal momento che per quanto non espressamente previsto dall’art. 4 del decreto “Riaperture”, occorre far riferimento alla disciplina prevista dal DPCM del 2 marzo u.s., è ragionevole ritenere che:
il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone, salvo che siano tutti conviventi;
il consumo al bancone fino alle 18.00 sembra consentito non solo in quanto non espressamente vietato dal provvedimento in oggetto ma anche perché, secondo il citato DPCM., era possibile effettuarlo;
rimane fermo il regime giuridico concernente il take away e il delivery: resta, quindi, consentita senza limitazioni orarie la consegna a domicilio (delivery), nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, mentre, la ristorazione con asporto ad oggi può essere effettuata solo fino alle 22.00 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Tuttavia, per gli esercizi che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate con codice ATECO 56.3 (bar e altri esercizi simili senza cucina) permane l’obbligo di sospendere il servizio di asporto alle 18.00;
– resta fermo l’obbligo di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nello stesso, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti .
– continua altresì il divieto di consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico dopo le 18.00 (fatta salva la possibilità di consentire il consumo di cibi e bevande presso i tavoli all’aperto delle attività);
– occorre rispettare i protocolli e le linee guida di settore (in corso di aggiornamento presso la conferenza delle Regioni e delle Province autonome);
– continuano a esser consentite senza limiti di orario le attività delle mense (codice ATECO 56.29.1) e il catering continuativo su base contrattuale (codice ATECO 56.29.2), con l’obbligo di garantire la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro (sulla possibilità di fornire tale servizio da parte delle attività di pubblico esercizio, si ritiene ancora valido quanto stabilito dal Ministero dell’Interno);
– restano comunque aperti (quindi senza limitazioni orarie) gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, e quelle presso ospedali, aeroporti, porti e interporti, con obbligo di assicurare la distanza interpersonale di almeno 1 metro.
2. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.
A partire dal 1° giugno 2021, le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo, svolte da qualsiasi esercizio, saranno consentite anche al chiuso, dalle 5.00 alle 18.00 (ex art. 4, comma 2, del D.L. n. 52/2021). Anche in questo caso occorrerà rispettare le misure di prevenzione di cui alle linee guida della conferenza delle Regioni, e potranno sedere allo stesso tavolo solo 4 persone contemporaneamente, salvo che appartengano allo stesso nucleo di convivenza.
• Spettacoli aperti al pubblico
Ai sensi di quanto stabilito all’art. 5 del D.L. n. 52/2021, a partire dal 26 aprile, in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto torneranno a esser consentiti, nel rispetto delle misure previste nelle linee guida di settore (che come già rilevato, sono in corso di aggiornamento presso la Conferenza delle Regioni), nonché delle seguenti:
– esclusivamente con posti a sedere preassegnati;
– dovrà esser assicurato il distanziamento di almeno un metro, sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi;
– la capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata e comunque il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.
• Feste, banqueting e catering
Rimane, altresì, confermato il divieto di svolgimento di feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose, stabilito dall’art. 16, comma 2 del DPCM.
Inoltre è ragionevole ritenere che, le attività di catering e banqueting potranno essere riavviate in concomitanza con la riapertura delle manifestazioni fieristiche e congressuali.
• Fiere, convegni e congressi, sagre, riunioni private e cerimonie pubbliche
L’art. 7 del D.L. n. 52/2021, innovando la disciplina contenuta nell’art. 16 del DPCM, prevede che, in zona gialla:
– a partire dal 15 giugno, sarà consentito lo svolgimento in presenza di fiere, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida, e, anche in data anteriore, sarà possibile svolgere le attività preparatorie che non prevedono afflusso di pubblico. Ferme restando le specifiche limitazioni previste in relazione ai territori esteri di provenienza, è consentito l’ingresso nel territorio nazionale per partecipare alle suddette fiere. I protocolli e le linee guida potranno prevedere, con riferimento a particolari eventi, che l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi COVID-19;
– a decorrere dal 1° luglio, saranno altresì consentiti convegni e congressi, sempre a condizione che vengano rispettati i protocolli e le linee guida.
Non essendo diversamente disciplinato dal provvedimento in commento, si ritiene, invece, che conservi efficacia l’art. 16 del DPCM nella parte in cui stabilisce il divieto di sagre.
Parimenti, si ritiene che conservi efficacia anche la disposizione di cui all’art. 13 del DPCM che, tra l’altro:
– raccomanda fortemente lo svolgimento in modalità a distanza delle riunioni private;
– dispone che tutte le cerimonie pubbliche debbano svolgersi nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico.
• Centri commerciali nelle giornate festive e prefestive
A differenza di quanto risultava alla lettura delle prime bozze del Decreto circolate nei giorni scorsi, il Provvedimento non prevede novità in merito alla chiusura nelle giornate festive e prefestive dei centri commerciali. Pertanto, rimane confermata la disciplina di cui all’art. 26, comma 2, del DPCM, secondo cui, nelle giornate festive e prefestive dovranno continuare a rimanere chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati, dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, e altre strutture a essi assimilabili, con eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.
• Sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò
Permane altresì la sospensione delle attività delle sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differenti (art. 20, comma 1 DPCM). A mero titolo esemplificativo, le slot ubicate presso un pubblico esercizio dovranno continuare a restare disattivate.
• Chiusura di strade e piazze
Confermata, inoltre, la possibilità per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico di strade o piazze nei centri urbani ove si possono creare assembramenti, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, consentendo l’accesso e il deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private (art. 11, comma 1, DPCM).
• Cartello affluenza massima locali (art. 11, comma 2)
Rimane, altresì, vigente l’obbligo, stabilito dall’art. 11, comma 2 del DPCM, per tutti gli esercizi commerciali e tutti i locali pubblici e aperti al pubblico di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente al suo interno, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.