Home » News Letter » NEWSLETTER N° 145/2020
      

NEWSLETTER N° 145/2020

OK AL DECRETO PER I RISTORI,
PRONTI 4-5 MILIARDI

Fonte: Confcommercio

Varato dal Cdm un nuovo decreto legge di emergenza: si potrà avere dal 100% di quanto già ricevuto con il decreto Rilancio fino al 200% per chi dovrà chiudere h24.

Un nuovo pacchetto di aiuti da 4-5 miliardi, tutti finanziati recuperando risorse inutilizzate in bilancio. Il governo ha approvato un nuovo decreto legge di emergenza, per dare un contributo economico tangibile e immediato ai settori di nuovo costretti a chiudere, o quasi, per contenere il dilagare dell’epidemia. Contributo che potrebbe raddoppiare, rispetto a quanto già ricevuto in estate dopo il lockdown, per chi dovrà tenere la serranda abbassata h24.

Ristori a fondo perduto e proroga della cassa integrazione Covid fino alla fine dell’anno hanno trovato posto in un unico provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri dopo che il premier Giuseppe Conte, insieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha incontrato le categorie più colpite dalla nuova stretta.

La nuova tranche di ristori vale circa 2 miliardi per circa 350mila imprese (nella prima le domande hanno superato i 2 milioni e sono stati erogati circa 6 miliardi e mezzo a fondo perduto): i ristori saranno automatici per chi ha già fatto domanda, con bonifici sul conto corrente che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe erogare già entro metà novembre. Chi poteva ma non l’ha chiesto, o chi superava il limite di 5 milioni di fatturato, dovrà presentare apposita domanda. In base ai codici ateco – e al ‘grado di chiusura’ – si otterrà un indennizzo come minimo della stessa entità di quello già ricevuto in estate grazie al decreto Rilancio , con percentuali che andrebbero dal 100% di quanto già avuto fino al doppio, al 200%, per chi dovrà chiudere h24. Il nuovo tetto massimo dovrebbe essere fissato a 150mila euro. Nell’elenco ci saranno sicuramente bar, pasticcerie, ristoranti costretti a chiudere alle 18, ma anche cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, centri sportivi, piscine. Ma si stanno valutando, appunto, anche gli alberghi e le strutture turistiche. Per le imprese ci sarà anche un nuovo credito d’imposta sugli affitti per i mesi di ottobre e novembre e cancellazione della seconda rata dell’Imu del 16 dicembre.

Un aiuto arriverà anche per i lavoratori, mentre da Bruxelles la presidente della Commissione Ursula von der Leyen annuncia l’arrivo dei primi 10 miliardi del fondo Sure  proprio per coprire le spese per gli ammortizzatori e la protezione dei posti di lavoro. Nel decreto ci sarà la proroga della Cig a carico dello Stato per altre 6 settimane fino alla fine dell’anno, per evitare di lasciare senza copertura chi a metà novembre avrà già esaurito tutte le settimane a disposizione. La misura vale 1,6 miliardi: le altre settimane, per arrivare a un totale di 18 come ha assicurato il ministro Nunzia Catalfo, saranno rinviate alla manovra o a un ulteriore decreto novembre, in cui gestire eventuali altri ‘avanzi’. In arrivo anche una nuova indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport, che dovrebbe essere di 800-1000 euro. Infine sarà finanziata una ulteriore mensilità del reddito di emergenza per le famiglie che non avranno accesso a nessuna di queste misure.

Federalberghi: “trattamenti discriminatori sarebbero incomprensibili”

“Gli albergatori sono con il fiato sospeso. Comprendiamo le sofferenze e il grido di dolore lanciato dalle altre componenti della filiera turistica, con le quali condividiamo un’amara sorte. Ma non potremmo comprendere un trattamento discriminatorio che finirebbe con il penalizzare la categoria che più di tutte ha subito le conseguenze dei provvedimenti restrittivi, che hanno via via ristretto tutti i flussi turistici, con blocchi alle frontiere, viaggi sconsigliati, trasporti pubblici ridotti, eventi annullati e chi più ne ha più ne metta”.

E’ il commento del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, in attesa del Consiglio dei ministri che dovrà approvare il “decreto ristori”. Bocca rammenta che “sia pur in assenza di un ordine di chiusura, ci sono alberghi fermi dal mese di marzo. E molti di coloro che a giugno o a settembre hanno provato a riaprire si sono dovuti arrendere. Ci auguriamo pertanto che le indiscrezioni circolate ieri sera risultino infondate e chiediamo che il Consiglio dei ministri includa a pieno titolo le imprese turistico ricettive e termali tra i destinatari del contributo a fondo perduto”.