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NEWSLETTER N° 73/2020

EMERGENZA COVID-19
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Il DL “rilancio” recentemente approvato, nei suoi 266 articoli (!), interviene anche quanto a CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO. (art. 25)

IN ESTREMA SINTESI si dispone:

il riconoscimento di un contributo a fondo perduto da parte dell’Agenzia delle Entrate in favore di imprese e professionisti colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19.

NON possono in ogni caso beneficiare del contributo:
– i soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020;
– gli enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR;
– gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162 bis del TUIR;
– i Professionisti iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, i lavoratori CO.CO.CO, i lavoratori dello spettacolo, i lavoratori dipendenti, gli iscritti alle casse professionali;

Le condizioni al ricorrere delle quali spetta il contributo sono:
– l’ammontare dei compensi o dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non deve essere superiore a 5 milioni di euro (comma 3);
– il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 ha avuto una riduzione di almeno un terzo rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2019.

Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di contrazione del fatturato ai soggetti che:
– hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019;
– già versavano in stato di emergenza a causa di altri eventi calamitosi alla data dell’insorgere dello stato di emergenza COVID-19 e per i quali non è necessaria la verifica della condizione del calo di fatturato (come ad esempio nel caso dei comuni colpiti dagli eventi sismici, alluvionali o di crolli di infrastrutture che hanno comportato le delibere dello stato di emergenza).

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:

*) 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;

*) 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e inferiori a 1.000.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;

*) 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1.000.000 euro e inferiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;

Le persone fisiche hanno diritto alla percezione di un contributo minimo di 1.000 euro mentre per le società è previsto un importo minimo di 2.000 euro.
Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP.

La richiesta deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate da parte del soggetto interessato – anche per il tramite degli intermediari abilitati – entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica che sarà definita con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
NON ANCORA EMANATO !!!
L’istanza dovrà contenere anche l’autocertificazione di regolarità antimafia di tutti i soggetti da sottoporre alla verifica di cui all’articolo 85 del D.Lgs n. 159/2011.

E’ bene tener presente che il soggetto che ha rilasciato l’autocertificazione sarà punito con la reclusione da 2 anni a 6 anni se, successivamente alla erogazione del contributo dovesse accertare il mancato superamento della verifica; in tal caso l’Agenzia delle Entrate procederà al recupero delle somme erogate, comprensive di sanzioni e interessi.
La disposizione in commento stabilisce che l’Agenzia erogherà il contributo a fondo perduto sulla base delle informazioni contenute nell’istanza, mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario e, qualora il contributo sia in tutto o in parte non spettante, oltre al recupero dello stesso, verranno applicate sanzioni che vanno dal 100% al 200% di quanto non dovuto. Inoltre, verrà applicato quanto previsto dall’art. 316-ter del codice penale in materia di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Con riserva di ulteriori precisazioni se disponibili.

PER I CLIENTI DEL SERVIZIO CONTABILITA’
I ns. uffici stanno già provvedendo a quanto necessario al fine di determinare l’importo spettante in attesa del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con cui verranno stabilite le modalità ed i tempi di invio.
Il servizio avrà il solo addebito tariffario dell’invio telematico. Prima dell’invio seguirà comunque specifica informativa per il relativo consenso !