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NEWSLETTER N° 28/2020

DECRETO “CURA ITALIA”
FOCUS LAVORO: CASSA INTEGRAZIONE

NUOVA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

  • sono destinatarie le aziende che hanno necessità di sospendere o ridurre l’orario di lavoro, sempre per un massimo di 9 settimane, ma non sono destinatarie di altri ammortizzatori sociali
  • Per poter presentare le domande di concessione è necessario stipulare accordo tra le parti sociali, la Regione FVG e l’INPS (attualmente in fase di concertazione)
  • Le domande potranno essere presentate alla Regione per l’autorizzazione e poi verranno trasmesse all’INPS, entro 48 ore, per il pagamento diretto ai lavoratori beneficiari.
  • per le aziende che occupano fino a 5 dipendenti NON è necessario stipulare un accordo sindacale aziendale
  • E’ sufficiente che i beneficiari risultino dipendenti al 23 febbraio 2020
  • Non si tiene conto del requisito di anzianità (90 giorni).

Seguirà notizia di aggiornamento sull’effettiva operatività dello strumento.

SPRINT PER ATTUARE IL “CURA ITALIA”

Il decreto è appena entrato in vigore, ma il governo già pensa al secondo intervento annunciato per aprile, con il quale arriveranno nuove misure di lotta al coronavirus e di tutela dell’economia probabilmente finanziate, almeno in parte, con i Fondi strutturali europei.

18 marzo 2020

Proroga, ma rimodulata, del ‘bonus’ per gli autonomi, possibile liquidità anche per le imprese più grandi, semplificazione delle procedure per gli investimenti pubblici, possibile rafforzamento del golden power. Il decreto Cura Italia è appena entrato in vigore, ma il governo già pensa al secondo intervento annunciato per aprile, con il quale arriveranno nuove misure di lotta al coronavirus e di tutela dell’economia probabilmente finanziate, almeno in parte, con i Fondi strutturali europei. A Palazzo Chigi e al Mef già si comincia a pensare a cosa mettere in campo, anche se ora la priorità è sicuramente quella di attuare il più velocemente possibile quanto varato lunedì, dall’assunzione di nuovi medici alla diffusione di mascherine, fino alla distribuzione del ‘bonus’ da 600 euro destinato agli autonomi. Anche perché opposizioni e categorie, nonostante i 25 miliardi di manovra appostati, sono già con il fiato sul collo dell’esecutivo per apportare correttivi e modifiche, chiedendo insistentemente di fare di più

Le modifiche, al momento, potrebbero essere affidate in gran parte ai decreti attuativi su cui il governo si è già messo a lavorare “pancia a terra”, come annunciato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, convinto che l’Italia potrebbe essere “la prima a uscire dall’epidemia”. Anche perché con le sedute del Parlamento ridotte al lumicino e l’idea di far confluire in un maxiemendamento sia il Cura Italia che i precedenti decreti su sanità e giustizia, il tempo per esaminare le norme sarà scarsissimo. Un vertice convocato dal premier, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi con ministri e vice è servito proprio per dare un’accelerata all’attuazione delle misure e a valutare possibili aggiustamenti per norme nate velocemente e varate nel clima emergenziale degli ultimi giorni. Una soluzione potrebbe quindi essere trovata, ad esempio, per garantire un’indennità anche ai lavoratori domestici, per tutelare i rider ancora al lavoro e particolarmente esposti al rischio contagio e per elargire i 600 euro degli autonomi anche ai professionisti che non fanno riferimento all’Inps ma alle loro rispettive Casse. Per loro ci sono 300 milioni, ha chiarito il ministro dell’Economia, va solo chiarito come distribuirli. Quello del bonus resta uno dei temi chiave per i settori più colpiti dalle chiusure imposte per legge. Gualtieri ha ribadito che non sarà una tantum, ad aprile ci sarà una proroga ma il meccanismo sarà probabilmente rimodulato in base al reddito o alle perdite accumulate. L’intervento ‘a pioggia’ del Cura Italia, mai visto in queste dimensioni e destinato a 6 milioni di lavoratori, ha tenuto a precisare il ministro, potrebbe insomma diventare più mirato. Del resto anche ieri Gualtieri ha ribadito il suo appello: nel richiederlo serve senso di responsabilità. Giovani avvocati sì, ricchi studi no.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge ‘Cura Italia’, che e’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed e’ già in vigore. Complessivamente il decreto legge autorizza per l’emergenza l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l’anno 2020. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, passa pertanto con questo decreto legge, per l’anno 2020, da 58 a 83 miliardi di euro. Rinviato il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari. Potrà svolgersi entro la seconda metà di settembre. Nessuna novità per quanto riguarda le elezioni regionali e comunali.