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NEWSLETTER N° 27/2020

EMERGENZA CORONAVIRUS – DECRETO LEGGE “CURA ITALIA”

PRIMI APPROFONDIMENTI

 

Il provvedimento – con un impegno finanziario di circa 25 miliardi di euro (pari all’1,4 per cento del PIL), ossia tutto l’indebitamento netto autorizzato dal Parlamento –  rappresenta, insieme al recente decreto legge 2 marzo 2020 n.9,  attualmente all’esame del Senato per la conversione in legge, un primo tassello del piano di azione del Governo per contrastare gli effetti della crisi epidemiologica sul piano economico e sociale.

Ulteriori misure – che dovrebbero essere  oggetto di un nuovo decreto, da varare nel  prossimo mese di Aprile, utilizzando anche risorse provenienti dalla riprogrammazione di fondi europei – sono state preannunciate, dal Presidente del Consiglio nel corso della Conferenza Stampa del 16 marzo, in materia di semplificazione, innovazione e alleggerimento delle tasse.

Le misure adottate – che offrono una prima, ma certo non sufficiente risposta alle istanze formulate dalla Confederazione  al Governo in queste settimane – si articolano su quattro  assi tematici e altre misure settoriali: finanziamento e altre misure per il potenziamento dei Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza (per circa tre miliardi e mezzo); sostegno ad occupazione e lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito (per circa 10 miliardi); supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del Fondo centrale di garanzia; sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Tra le misure di sostegno ad occupazione e lavoratori (dipendenti e autonomi) si evidenziano l’estensione “universale” degli ammortizzatori sociali, i congedi per famiglie, l’indennità per lavoratori autonomi e  professionisti  e il “premio” per i dipendenti.

Nell’ambito dell’accesso al credito e sostegno alla liquidità significativo il potenziamento delle disponibilità del fondo centrale di garanzia per 1,2 miliardi di euro con innalzamento della garanzia diretta fino all’80 per cento e della riassicurazione fino al 90 per cento e la moratoria sui prestiti bancari fino a settembre 2020.

Quanto agli adempimenti e versamenti fiscali e contributivi è prevista la sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori individuati dal provvedimento come particolarmente colpiti dall’emergenza (turismo e pubblici esercizi, trasporto passeggeri e trasporto merci, imprese culturali, etc.), dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile,  insieme al versamento IVA di marzo. Per gli altri soggetti con ricavi o compensi non superiori ai 2 milioni di euro la sospensione dei termini degli adempimenti e versamenti fiscali e contributivi è riferita al solo mese di marzo (versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo). Ai soggetti non rientranti nella sospensione si applicherà, invece, il davvero troppo breve “rinvio tecnico” dal 16 al 20 marzo. Sul tema abbiamo già rappresentato la necessità di una più ampia e inclusiva “moratoria”, anche in riferimento alle criticità della ripresa dei versamenti già da maggio e della loro insufficiente rateizzazione, nonché dell’esigenza di intervenire anche sul versante dei tributi locali. Seguendo tale impostazione (rinvio tecnico) dovrebbero essere oggetto di versamento entro il 20 marzo p.v. le ritenute per prestazioni di lavoro autonomo di commissione o agenzia (art.25 e 25 bis del DPR 600/73) oltre alla tassa di concessione governativa annuale per le società a responsabilità limitata.

I nostri consulenti rimangono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e disponibili all’assistenza nella compilazione delle domande non appena disponibile la modulistica.

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